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"Nessun
altro villaggio della zona vanta una posizione tanto splendida,
o offre così tante vedute pittoresche… Dalla nuova
strada ci appare con il suo caratteristico, sinuoso aspetto, quasi
un gigantesco essere vivente adagiato sullo scosceso pendio; e
dopo ogni audace tornante un paesaggio nuovo e diverso si svela
ai nostri occhi…"
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William
Scott Villages of the Riviera, Londra 1898
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Sono le stesse emozioni che si provano ancora oggi,
tutte le volte che dalle Roche si scorge APRICALE. Adagiato
su un colle soleggiato, da cui il nome Apricus, si erge in tutta la sua
maestosità, che si dipana dal campanile, dal castello della Lucertola,
dalla chiesa parrocchiale, dalla piazza, in un divenire borgo, paese,
case poste in anelli concentrici, testimoni di un passato medioevale che
si respira vivo e presente camminando nei carugi, o passando sotto i sporteghi;
gli stessi che hanno affascinato artisti come Emanuele Luzzati, Folon,
Wilhem Schlote, Sergio Bianco
il quale nella sua mostra “La Forza
della non gravità” al Castello della Lucertola nel maggio
del 2000 pose una bicicletta (quella che appare nel nostro simbolo)
sulla cima del campanile, a suggerire che
ad Apricale trovi un pizzico di cielo, une pincée de paradis.
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Ai piedi del carugio
principale vi attende la veranda ed in estate la terrazza del Ristorante
Apricale da Delio che vi propone la sua cucina
del territorio basata sui prodotti che la campagna circostante offre durante
la varie stagioni: cucina ricca di sapori, profumi e colori.
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| Protagonista indiscusso è L’Olio
Extravergine d’Oliva frutto degli uliveti della vallata,
impiantati nelle fasce, piccoli appezzamenti di terreno, ricavati con
duro lavoro sui pendii delle nostre colline.
Tra i vari piatti che il ristorante offre, secondo le stagioni, la machetusa,
le verdure ripiene, i ravioli alle erbette selvatiche, la fidelanza, il
coniglio bruscau, la capra con i fagioli bianchi di Pigna,
e soprattutto lo zabaglione con le pansarole.
L’invitante cantina vi permetterà di accompagnare i piatti
prescelti con i vini più adeguati: ma quasi obbligatoria una scelta
s’impone: il Rossese di Dolceacqua re dei vini
liguri, prodotto negli assolati vigneti che fanno da corona al borgo ed
ognuno dei quali (Arcagna, Morghe, San Cristoforo...) infonde al vino
sfumature tipiche di corpo, profumo e sapore; merito d’appassionati
vignaioli che profondono grandi energie nei lavori di vigna e cantina.
Accanto al Rossese è da ricordare una piccola produzione di Vermentino,
un bianco secco, profumato d’erbe aromatiche e di mare.
Delio e la sua équipe vi aspettano nel più affascinante
borgo della Liguria.
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